Project Details


  • Periodo: 2014
  • Importo: € 2.200.000,00
  • Località: Selinunte (TP)
  • Committente: Soprintendenza BB.CC.AA. Trapani
  • Progettazione esecutiva

ARCHITETTURA DORICA NELL’OCCIDENTE GRECO - INTERVENTI PILOTA DI RESTAURO NEI TEMPLI “C” ED “E” DI SELINUNTE


<p>Il progetto ha riguardato il restauro delle superfici lapidee e delle strutture del colonnato nord del tempio C e il recupero delle integrazioni nel tempio E, all'interno del Parco Archeologico di Selinunte.</p> <p>Il progetto, che è stato mirato al restauro di porzioni dei due monumenti, ha contestualmente voluto ricercare quale ulteriore obiettivo, la messa a punto delle operazioni più idonee per la conservazione degli stessi, sia dal punto di vista delle superfici costitutive che dal punto di vista strutturale.</p> <p>Esso rappresenta un importante intervento che si può definire un vero e proprio “laboratorio aperto” per il restauro e la conservazione dei monumenti selinuntini.</p>

Restauro del tempio “C”

<p>Il tempio "C" si presentava nel suo stato di rudere con molti processi di degrado tali da richiedere un urgente intervento per la conservazione delle superfici lapidee originarie e la messa in sicurezza delle parti strutturali, riguardanti in particolare la stabilità delle colonne e degli architravi.</p>


Tempio C—particolare colonnato lato nord
Tempio C—particolare della trabeazione
Tempio C—Vista lato sud durante gli interventi

<p>Il progetto, per quanto riguarda il tempio "C", è stato basato principalmente sulla valutazione dei processi di degrado superficiale riscontrabili sulla porzione di peristasi settentrionale del tempio e dei relativi materiali di cui esso è composto.</p> <p>Dall'interpolazione di questi due cruciali dati di analisi e degli altri elementi diagnostici è scaturita una matrice di superfici caratterizzate omogeneamente sia per costituzione materica che per stato di conservazione.</p> A ciascuna di queste zone uniformi sono state abbinate una serie di singole lavorazioni di restauro (lavorazioni base) definite sulla scorta dei differenti materiali (pietra, laterizio di integrazione, stuccatura, ecc.) e delle varie forme di alterazione, secondo un'attenta analisi dei risultati diagnostici.</p> <p>Le lavorazioni base sia quelle corticali che quelle strutturali, sono state suddivise e ripetute, per ciascuna zona omogenea e in base al tipo di degrado presente (ad ogni alterazione è stata associata una o più lavorazioni base), così da rendere completo l'intervento di restauro per ogni superficie del tempio.</p> <p>Ogni categoria è stata distinta dalle altre per le diverse lavorazioni (dovuti alla presenza di diversi materiali o degradi) o per quantità delle medesime lavorazioni: ad esempio, per forme di degrado più o meno accentuate o per materiali più o meno diffusi. Dai dati di analisi, interpolati secondo la descrizione appena data, sono scaturite 10 zone omogenee, dunque, 10 categorie omogenee di intervento.</p>

Restauro del tempio "E"

<p>La parte relativa al restauro del Tempio "E", è stata suddivisa in due specifiche categorie operative.</p> <p>Uno degli interventi ha interessato l'intera superficie del tempio, l'altro, invece, molto interessante dal punto di vista scientifico, ha riguardato limitata zona individuata quale area campione.</p>


Tempio E—Vista lato sud ovest
Tempio E—Vista lato ovest
Tempio E—Vista interna

Gli interventi individuati per il tempio "E" dai progettisti sono stati i seguenti: <ul> <li>Restauro delle integrazioni in calcestruzzo e in corrispondenza dei fenomeni di perdita di materia, esteso sulla totalità delle superfici del tempio;</li> <li>Intervento "pilota" localizzato in un'area campione sulla quale è previsto si portino a compimento tutte le fasi di restauro.</li> </ul> <p>L’intervento pilota è stato localizzato nell’angolo Sud-Ovest, un area ritenuta rappresentativa di tutte le problematiche di degrado presenti nel tempio. Tale area è stata utilizzata dai progettisti per mettere a punto tutti i protocolli operativi per predisporre un intervento generale di restauro sul tempio in una superficie sufficientemente ampia per consentire una valutazione delle valenze formali dell'intervento campione.</p> <p>L'altro intervento, quello più generale, si prefiggeva lo scopo di rallentare i fenomeni di perdita e caduta del materiale d’integrazione, al fine di scongiurare evidenti pericoli per le strutture del monumento e per i visitatori (l’interno del tempio è visitabile).</p> <p>Contemporaneamente si è cercato di ridurre la superficie esposta agli agenti atmosferici e di rallentare o interrompere il degrado causato dai numerosissimi, e spesso dannosi interventi di restauro subiti dal tempio nel passato.</p> <p>L’intervento non voleva essere risolutivo, ma è stato pensato cercando di utilizzare al minimo materiali non tradizionali e, soprattutto, materiali che possano rivelarsi adeguatamente resistenti.</p>